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istinti

11 Mag

Foca liberata nell’oceano dall’associazione canadese Island Wildlife Natural Care Centre:

Tartarughe Olive Ridley che entrano in acqua per la prima volta:

(gallery completa, via lastampa.it)

giovanni rana, l’animalista

10 Mag

Da qualche tempo, nelle sue pubblicità, Giovanni Rana si vanta di usare solo galline da allevamento a terra. E, come dice lui, per i suoi prodotti sceglie solo il meglio perchè da anni ci mette la faccia in prima persona.

Infatti, aprendo il suo sito, compare subito un video che spiega la politica aziendale:

L’espressione “galline allevate a terra”, così innoqua e ricca di buoni propositi, in realtà non significa nulla. Infatti, come riporta una guida della Lav, questo tipo di allevamento avviene a terra e senza gabbie, però in capannoni chiusi senza accesso all’esterno, un massimo di dodici galline per metro quadrato, nidi, trespoli, lettiere.

Forse pecca di ingenuità..ma affermare di utilizzare prodotti che darebbe anche ai nipoti è un pò troppo, sopratutto considerando che le galline utilizzate vengono imbottite di farmaci alla strega di tutte le altre…L’unica soluzione rimangono le uova BIO.

Prima o poi,  ci arriverà anche lui, magari dopo aver visitato davvero un allevamento.

trova le differenze/2

3 Mar

Appena li ho visti non ho potuto fare a meno di pensare alla faccia di un UFO…invece sono dei neonati di octopus vulgaris, il polpo comune, nati di recente nel California Academy of Sciences.

questione di teorie

3 Feb

l’estinzione dei dinosauri è oggetto di studio ancora oggi, in letteratura sono presenti oltre un centinaio di teorie, eccone alcune:

ernie del disco… troppo vicine al cervello!


 

 


 

suicidio

di massa

 

 

 


sopraffatti dai  loro

stessi  escrementi

 

 

 

 

 

 

noia

 

 

 

 


cataratta e braccia troppo corte per poter usare gli occhiali!

 

 

 


sono diventati cibo

per gli alieni


 

 


 

 

una grave malattia

della pelle

 

 

 


 

 

 

i mammiferi mangiarono

le loro uova…

 

 

fonte:  museo di scienze naturali di londra.


conto alla rovescia per il nuovo anno

6 Dic

Possiamo contare i giorni che ci separano dal nuovo anno guardando il calendario dell’avvento realizzato dal sito newborns.com.

Ogni giorno ci sarà la foto di un cucciolo nato in uno dei bioparchi sparsi nel mondo!

i vegetariani e le proteine

27 Nov

Da poco ho avuto modo di vedere degli articoli dell’American dietetic association su vegetarianesimo e veganesimo. Questa associazione, la più grande del settore, ha una posizione molto chiara sul tema ritenendo che le diete vegane ben bilanciate, così come altri tipi di diete vegetariane, sono appropriate durante tutti gli stadi del ciclo vitale (inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza).

Tra i vegetariani c’è un’incidenza minore di malattie cardiache, ipertensione, cancro a prostata e colon e diabete, soprattutto grazie alla presenza di meno grassi e più fibre.

La convinzione che i vegetariani (e ancora di più i vegani) non assumano abbastanza proteine è radicata nel tempo ed è stata confutata ben 40 anni fa, quando gli studi medici hanno evidenziato che un’alimentazione basata esclusivamente su pane, pasta riso o patate fornisce un apporto proteico adeguato e che le proteine vegetali sono in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali e non è necessario assumere la carne.

Tra le fasce in cui è necessario un apporto proteico maggiore (bambini, donne gravide e in allattamento) è sufficiente aggiungere fagioli, piselli o lenticchie. Il problema sull’adeguata assunzione di Ferro sono aggirabili grazie agli alimenti che ne sono ricchi come soia, semi di zucca, albicocche secche, fagioli pinto, spinaci e uvette (per assorbire al meglio il Ferro contenuto in questi alimenti è consigliato assumere vitamina C, mentre gli integratori di calcio, il caffè e il the ne inibiscono l’assorbimento).

Ho scoperto che un atleta non ha bisogno di proteine animali per avere successo. Infatti il mio migliore anno nelle competizioni di atletica leggera e’ stato quando mi sono convertito al veganismo”   Carl Lewis

il settimo continente

21 Nov

Pacific Trash Vortex, ovvero il settimo continente, quello che siamo riusciti a creare noi umani con le nostre abitudini, o meglio le nostre cattive abitudini.

Infatti parte dei nostri rifiuti va ad aumentare il Pacific Trash Vortex, un vortice di spazzatura composto per l’80% da plastica e il resto da altri rifiuti, che si trova nell’Oceano Pacifico. Si tratta di un’isola di circa 2500 chilometri di diametro, profonda 30 metri.

Questa discarica si è formata a partire dagli anni cinquanta, in seguito all’esistenza della North Pacific Subtropical Gyre, una corrente oceanica che si muove in senso orario a spirale. L’area è una specie di deserto oceanico, dove la vita è ridotta solo a pochi grandi mammiferi o pesci e in aggiunta causa la morte di più di un milione di uccelli e 100mila mammiferi marini l’anno. Quando il materiale della discarica finisce al di fuori del vortice può arrivare alle Isole Hawaii o addirittura in California. In alcuni casi la quantità di plastica che si arena su tali spiagge è tale che si rende necessario un intervento per ripulirle, in quanto si formano veri e propri strati spessi anche 3 metri. La maggior parte della plastica giunge dai continenti, per cui siamo noi a produrla…solo il resto proviene da navi private o commerciali e da navi pescherecce.
Infatti la maggior parte della plastica che usiamo è poco biodegradabile e finisce per sminuzzarsi in particelle piccolissime che finiscono nello stomaco di molti animali marini uccidendoli, invece quella che rimane si decomporrà solo tra centinaia di anni, provocando da qui ad allora danni alla vita marina.
Charles Moore si imbattè in questo mare di immondizia nel ’97 e la scoperta gli cambio la vita. Fondò infatti  Algalita Marine Research Foundation, dal nome del suon catamarano utilizzato per le ricerche marine, con lo scopo di studiare possibili soluzioni per rimediare all’enorme scempio.


la prossima volta che ci chiedono se vogliamo una busta di plastica riflettiamo sulle conseguenze della nostra scelta.

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