Tag Archives: politica

world cancer day

4 Feb

Dal 2005, ogni 4 febbraio, viene celebrato il world cancer day.

Quest’anno si è scelto di puntare alla raccolta firme: 1 milione da sottoporre all’attenzione delle nazioni unite a settembre, quando si svolgerà lo “High Level meeting on non communicable diseases” (Ncds), prima riunione Onu sulle malattie croniche.

ecco il video promozionale:

abc sulla diseguaglianza

30 Nov

 

Girottando per la rete ho trovato un video molto interessante sui principi base della nostra economia.

Be the change you wish to see in the world” Gandhi

quel campanile del lago di Resia

16 Ago

Una gita fuori porta ci ha portato nel profondo nord, al confine tra Italia, Svizzera e Austria. Un piccolo mondo a parte, di quelli che si lasciano alle spalle la politica e le grane che imperversano in tv e giornali. Ci ha attirato sin lassù il commento di un turista che ho letto in un forum: parlava dell’incanto del Lago di Resia e del suo campanile…in realtà non avevo capito molto, bello si ma tutto immaginavo tranne che il campanile fosse dentro il lago!!

Credevo di essere davanti al prodigio della natura selvaggia che si ri-appropria dei terreni…invece la storia è ben diversa.

Il lago di Resia è una località poco conosciuta tra chi, come me, non conosce il nord Italia, eppure ospita un paesaggio da favola, in grado di evocare alla mente splendide storie di cavalieri e principesse….e tutto grazie al campanile che emerge, come testimone finale di quello che le acque hanno nascosto.

Credevamo che il vecchio paese fosse stato sommerso dal tempo, invece la storia della sua origine ha connotazioni politiche, interessi economici, e soprattutto tanta povertà e la solitudine delle popolazioni coinvolte.

Tutto ha inizio nella seconda metà dell’800 quando l’ingegnere Josef Duile di Curion decise di abbassare il lago di Curon (che si trova vicino al lago di Resia) attraverso la costruzione di alcuni argini che incanalassero il Rio Carlino. Il primo dei numerosi intoppi al progetto è del 1955, quando l’inondazione dei paesi di Burgusio, Clusio, Laudes e Glorenza ha portato all’interruzione del progetto. Nel 1920, dopo un primo progetto austro-ungarico, il governo italiano (che ha avuto la zona grazie al patto St. Germain) ha deciso l’innalzamento del livello dell’acqua del lago di 5 metri e, nel 1939, il consorzio “Montecatini” che aveva ricevuto la concessione per la costruzione di una diga, decise l’innalzamento delle acque di 22 metri. Lo scoppio della seconda guerra mondiale ha bloccato ancora una volta i lavori, ripresi solo nel 1947 nonostante le proteste della popolazione locale che arrivò a chiedere l’intercessione di Papa Pio XII recandosi, inutilmente, a Roma.

Le proteste sono rimaste inascoltate e non hanno impedito che nel 1950 si chiudessero le cateratte del Rio Carlino facendo aumentare le acque del lago costantemente e distruggendo:

677 ettari di terreno, dei quali 523 agricoli.
163 case (107 a Curon, 47 a Resia e 9 a San Valentino).
150 famiglie contadine vennero private della loro unica fonte di reddito,

La meta’ dei contadini rimasti senza casa e senza lavoro fu costretta ad emigrare.

Attualmente il lago è lungo 6 km e largo 1 km, c’è una lingua di terra che permette una suggestiva passeggiata “tra le acque”…la sua costruzione ha coinvolto 7 mila operai che hanno lavorato per mille giorni scavando 35 km di tunnel sotterranei, usando 1,5 quintali di cemento, 10 mila tonnellate di ferro, 800 tonnellate di esplosivo (la glicerina arrivò dall’Argentina).

L’unico sopravissuto è il campanile (1357) della chiesa di Santa Caterina che non potrà certo risarcire quelle famiglie, ma attira oggi molti turisti, attratti da questo gigante muto che cela bene il segreto della sua origine….una leggenda vuole che d’inverno si sentano ancora le campane suonare, forse un eco delle proteste di chi perse tutto per l’origine di quella che è oggi una meta turistica simbolo della Val Venosta.

un passo lungo un libro

19 Lug

Diventare vegetariana è stato un passo lungo un libro. I miei genitori dicono di aver sempre saputo che sarebbe successo e che si aspettavano questa comunicazione anni fa. Beh, è arrivata un giorno di giugno e da allora le peripezie per far capire le mie motivazioni non sono mancate. Quello che quasi nessuno mi ha chiesto, e che mia madre sta iniziando a capire solo ora, è il motivo per cui l’ho fatto. Sembra assurdo ma nonostante non sia mai stata un’amante della carne non mi sono mai posta interrogativi sulla sostenibilità di un’alimentazione di questo tipo. Non lo facevo perché ero convinta che il vegetarianismo fosse una tendenza in stile new age. Niente di più sbagliato. E qui torniamo al titolo. Sono diventata vegetariana leggendo il libro di Peter Singer e Jim Mason “Come mangiamo”, un bel libro, un po’ troppo distante dalla prospettiva di un’europea, ancora di più da quello di una sarda abituata a vedere pecore che pascolano di fianco a casa e l’agnellino vivo portato in chiesa per celebrare la Pasqua. Eppure i temi ambientali mi sono sempre interessati: l’essere diventata vegetariana ha a che fare con la vita in generale, non solo animali ma anche il mondo dei lavoratori e quello in cui vivo.
E’ un bel libro, ricco di testimonianze e frutto di un attento lavoro di indagine, merita di essere letto per ampliare i propri orizzonti, ma resta comunque chiaro che certe scelte non si possono imporre.

vergogna

24 Giu

Una pensionata di 62 anni, è stata multata per avere dato da mangiare ad un cane randagio. E’ accaduto a Siliqua, a 35 chilometri da Cagliari, dove un’ordinanza del sindaco vieta ai cittadini di cibare i tanti cani randagi della zona. La donna però, quando si è trovata di fronte ad un setter malato e stremato, vicino a casa, gli ha dato un po’ d’acqua ed una manciata di crocchette per cani. Subito è scattata la multa dei vigili: 105 euro.
La donna – come ha raccontato al quotidiano La Nuova Sardegna che ha riportato la notizia – paghera’ la multa (“ho cercato di alleviare le sofferenze di quel cane mossa da compassione”) ma ha ricordato che ”i vigili urbani sono stati solerti nel sanzionarmi ma non sono stati puntuali quando li ho invitati più volte a far ospitare il setter in un centro in grado di curarlo”. Secondo i vigili vi è una ordinanza che deve esser rispettata e “se la signora Todde voleva dare conforto al setter poteva portarselo nel suo cortile”, avrebbero detto.

un tempo era gomorra

12 Mar

E’ storia di qualche anno fa. Lo scandalo di Gomorra, delle discariche abusive in Campania. Si è detto e ridetto che i camorristi non rispettano la salute della loro terra e di chi ci vive. E il film omonimo ci ha dato una dimostrazione visiva del fenomeno, con lo stakeholder che butta la verdura regalatagli..perchè lui sa con cosa è “concimata”.
Oggi la storia ci viene riproposta, uguale, cambia la locazione, cambiano i protagonisti.
La scena si sposta in Lazio, a Colleferro, dove c’è un termovalorizzatore che ogni anno brucia 220 mila tonnellate di rifiuti. Di tutta questa cifra solo 60 mila provengono dal Lazio, le altre migliaia arrivano da Campania, Puglia e Toscana. I rifiuti trattati sono stati cportoni, filtri chimici, amianto e altre sostanze tossiche, bruciate come se non dovessero subire un trattamento a parte. Il tutto fatto aggirando la legge, senza controlli, con certificati sulle emissioni di gas fasulli e manomissione dei software che avrebbero dovuro far scattare gli allarmi in presenza di sostanze tossiche. Se un dipendente provava a segnalare anomalie si provvedeva con le minaccie di sanzioni o addirittura il licenziamento.
Lo scandalo è venuto fuori grazie alla denucia sporta dal direttore tecnico dei termovalizzatori, ma la popolazione è da anni che protesta, inascoltata.
Sit in e proteste inutili, racconti agghiaccianti di persone che denunciano che “ci stanno avvelenando da anni, da secoli, da sempre. prima con il fosforo, poi con il mercurio, poi con il ddt, sotterrato a quintali lungo il Sacco, un fiume dove non puoi pià gettare un amo perchè non ti torna su niente. e adesso il termovalorizzatore, questo produttore di morte.” Parlano di camion che arrivavano di notte, con il marchio di una birra che non è mai esistita, mai stata prodotta. Falsificavano tutto, quello che rimane di certo è la grande incidenza di leucemie che ha colpito la popolazione locale.
Come gomorra, forse peggio.

una casa di riserva per la popolazione delle maldive!

10 Nov

granchio_maldive

È singolare l’iniziativa del neo eletto presidente delle Maldive!

Mohamed Nasheed, ha infatti dichiarato di voler creare un fondo speciale per assicurare alla sua popolazione la possibilità di trasferirsi in toto su un’altra terra, nel caso l’innalzamento del livello del mare sommerga le splendide isole in cui vivono.

Il livello del mare in quelle zone è infatti di appena 1,5 metri e, stime sull’innalzamento delle acque, hanno previsto che entro il 2100 ci sarà un innalzamento di ben 59 cm. L’idea del presidente appare dunque assolutamente previdente. E si tratta di una decisione che tuteli la dignità e la vita del suo popolo al quale vuole garantire una terra dove ricostruire piuttosto che saperli in tendopoli.

vedi il testo integrale dell’intervista al GUARDIAN al link:http://www.guardian.co.uk/environment/2008/nov/10/maldives-climate-change

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