Tag Archives: vegetarianesimo

un mondo variegato

28 Gen

  • fruttariani: consumano solo i vegetali, a patto che ciò non comporti la morte della pianta
  • crudisti: mangiano solo cibo crudo, come frutta e verdura
  • vegani: non consumano alcun prodotto di origine animale, neppure il miele
  • ovo vegani: consumano, come proteine animali, solo le uova. Niente carne, pesce o latte
  • latto-vegani: consumano solo il latte e i suoi derivati
  • latto ovo vegani: non consumane né carne, ne pesce, bensì latte, latticini e uova
  • macrobiotici: seguono una dieta basata sulla combinazione energetica degli alimenti. Mangiano saltuariamente il pesce ma escludono dalla loro tavola carne, derivati del latte e uova.

i vegetariani e le proteine

27 Nov

Da poco ho avuto modo di vedere degli articoli dell’American dietetic association su vegetarianesimo e veganesimo. Questa associazione, la più grande del settore, ha una posizione molto chiara sul tema ritenendo che le diete vegane ben bilanciate, così come altri tipi di diete vegetariane, sono appropriate durante tutti gli stadi del ciclo vitale (inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza).

Tra i vegetariani c’è un’incidenza minore di malattie cardiache, ipertensione, cancro a prostata e colon e diabete, soprattutto grazie alla presenza di meno grassi e più fibre.

La convinzione che i vegetariani (e ancora di più i vegani) non assumano abbastanza proteine è radicata nel tempo ed è stata confutata ben 40 anni fa, quando gli studi medici hanno evidenziato che un’alimentazione basata esclusivamente su pane, pasta riso o patate fornisce un apporto proteico adeguato e che le proteine vegetali sono in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali e non è necessario assumere la carne.

Tra le fasce in cui è necessario un apporto proteico maggiore (bambini, donne gravide e in allattamento) è sufficiente aggiungere fagioli, piselli o lenticchie. Il problema sull’adeguata assunzione di Ferro sono aggirabili grazie agli alimenti che ne sono ricchi come soia, semi di zucca, albicocche secche, fagioli pinto, spinaci e uvette (per assorbire al meglio il Ferro contenuto in questi alimenti è consigliato assumere vitamina C, mentre gli integratori di calcio, il caffè e il the ne inibiscono l’assorbimento).

Ho scoperto che un atleta non ha bisogno di proteine animali per avere successo. Infatti il mio migliore anno nelle competizioni di atletica leggera e’ stato quando mi sono convertito al veganismo”   Carl Lewis

e fu così che finì l’era Guinnes…

13 Nov

Continuo a pensare che essere vegetariana sia la scelta più difficile che ho fatto.

Oggi ho scoperto che la mia birra preferita, quella su cui taro tutti gli altri guidizi, la mia cara Guinnes, contiene gelatina di pesce (????) e va da se un bel “MA CHE CAZZZZZZ??????@#%&”

Scopro così che la colla di pesce viene usata come chiarificatore, soprattutto nelle birre inglesi e che la sua presenza è valsa alla Guinnes il premio Imperfect World Award, della Vegetarian Society, nel 2006.

Dalla società è stato fatto sapere che tutti i marchi Guinness sono privi di sostanze animali, tuttavia la colla di pesce può essere contenuta nella birra.

Girottando per la rete ho trovato una lista delle birre per vegetariani e vegani..insomma ora che lo so serve un “piccolo” sbattimento in più per essere sicuri di non mangiare prodotti animali.

Se penso che tutto è cominciato con un libro, tornerei indietro e….lo so già, rifarei tutto nello stesso modo. Ma questa è un’altra storia.

a ciascuono il suo uovo

2 Ott

Un’indagine dell’Eurobarometro ha rivelato che circa il 62% della popolazione europea intervistata è disponibile a cambiare il supermercato abituale per poter acquistare prodotti maggiormente rispettosi del benessere degli animali.

Questa scelta diventa molto importante nella scelta delle uova. Infatti la nostra buona volontà viene spesso messa in discussione da etichette poco chiare e ingannevoli: non è raro vedere immagini e slogan che inducono il consumatore a credere di acquistare prodotti rispettosi del benessere degli animali e poi scoprire il contrario.

L’acquisto critico delle uova richiede qualche minuto di tempo in più davanti allo scaffale e una buona dose di pazienza nel cercare di leggere i timbri. Infatti questo è l’unico modo per aggirare le immagini e gli slogan presenti sulle confezioni e mirati alla sola vendita del prodotto.

È importante sapere che dal primo gennaio 2004 sono entrate in vigore le nuove norme per l’etichettatura delle uova: il primo numero consente di risalire al tipo di allevamento (0 per biologico, 1 all’aperto, 2 a terra, 3 nelle gabbie), la seconda sigla indica lo Stato in cui è stato deposto (es.IT), seguono le indicazioni relative al codice ISTAT del Comune, alla sigla della Provincia ed infine il codice distintivo dell’allevatore.

Per quanto riguarda la scelta dell’ ‘”uovo giusto” ho scelto due posizioni contrapposte.

Da un lato un opuscolo realizzato dalla Lav (Lega anti vivisezione) spinge il consumatore a evitare l’acquisto di uova da allevamenti in gabbia e preferire quelle biologiche o all’aperto elencando tutti i benefici per la nostra salute e per il benessere degli animali.

Dall’altra parte il sito Laboratorio AntiSpecista offre una visione diversa e afferma:

“La realtà delle uova biologiche o allevate all’aperto è molto meno rosea di quello che si vuole far credere, lo spazio per le galline in allevamenti bio o in quelli all’aperto è di 833cm2 per gallina (equivalenti a un foglio 35cm x 25cm) mentre in quelli da batteria lo spazio è di 600cm2 (equivalenti a un foglio 20cm per 30cm) quindi concretamente la gallina ha 2,5 cm (un pollice) in più di spazio attorno a se, cosa che come si può capire non è certo una grande differenza.

La differenza vera è che negli allevamenti all’aperto o bio le galline devono avere accesso a spazi aperti almeno quotidianamente, il problema è che questa legge è facilmente aggirabile, lo spazio aperto non è detto che sia realmente utilizzato dalle galline. Immaginiamo ad esempio un capannone adibito ad allevamento io di galline ovaiole che allevi 2000 galline e abbia all’esterno effettivamente i 5000m2 richiesti dalla legge (2000galline x 2.5metri), non è detto che questo spazio sia effettivamente a disposizione delle galline. In quanto le galline si allontanano solo pochi metri dal proprio giaciglio e dal posto dove stano cibo e acqua, questo fa si che in realtà i 2,5 metri a disposizione a livello concreto diventino davvero molti meno e quindi questo fa si che per le galline la situazione non sia poi diversisa da quelle in batteria. La vita sarà migliore, senza dubbio, ma da lì ad essere eticamente accettabile ne passa davvero tanto.”

La verità sembra ingarbugliata: sarebbe meglio evitare le uova e secondo me acquistare quelle biologiche (etichetta 0) è di gran lunga la scelta preferibile.

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